Trecentomila biglietti venduti in appena 30 minuti. Il nuovo tour negli stadi di Ultimo ha immediatamente attirato l’attenzione del pubblico e dei media, confermando ancora una volta la capacità del cantautore romano di riempire gli impianti più importanti d’Italia.
Davanti a numeri di questa portata, la domanda sorge spontanea: quanto guadagna realmente un artista dalla vendita dei biglietti di un tour?
Moltiplicare il numero di biglietti per il loro prezzo medio può far pensare a incassi enormi. Il fatturato generato dalla vendita, tuttavia, non corrisponde automaticamente al guadagno dell’artista o all’utile della società che gestisce l’attività.
Tra IVA, commissioni di biglietteria, produzione, affitto degli stadi, personale, sicurezza, assicurazioni, promozione, diritti d’autore e imposte, la somma finale può essere molto diversa da quella iniziale.
Partendo dal caso di Ultimo, proviamo quindi a realizzare una simulazione puramente indicativa per capire come potrebbe essere distribuito un incasso da 16 milioni di euro.
Ultimo e il record dei 300mila biglietti
La notizia riguarda la vendita di circa 300.000 biglietti in soli 30 minuti per il nuovo tour negli stadi del 2027.
Non si tratta dei biglietti relativi a un’unica esibizione, ma delle prevendite complessive aperte per diverse date del tour. Il dato rimane comunque molto significativo perché dimostra la forza commerciale raggiunta dall’artista e la presenza di una community particolarmente attiva.
Per comprendere l’ordine di grandezza economico, possiamo formulare questa ipotesi:
- biglietti venduti: 300.000;
- prezzo medio ipotizzato: 53,33 euro;
- incasso lordo complessivo: circa 16 milioni di euro.
Il prezzo medio è puramente teorico. Nella realtà, infatti, i biglietti possono avere prezzi differenti in base allo stadio, al settore, alla posizione e ai servizi acquistati. Anche le commissioni applicate al pubblico possono essere conteggiate separatamente rispetto al prezzo nominale.
I 16 milioni di euro devono quindi essere considerati una base utile per la nostra simulazione, non un dato ufficiale relativo ai conti di Ultimo o della sua società.
Incasso lordo e guadagno non sono la stessa cosa
Uno degli errori più frequenti consiste nel confondere il fatturato con il guadagno.
Quando un’impresa vende un prodotto o un servizio, l’importo incassato deve prima coprire:
- le imposte indirette comprese nel prezzo;
- i costi sostenuti per realizzare il servizio;
- le commissioni riconosciute agli intermediari;
- il personale e i collaboratori;
- le spese amministrative e organizzative;
- le imposte calcolate sul risultato economico.
Nel settore musicale la situazione può essere ancora più articolata. La vendita dei biglietti può coinvolgere diversi soggetti, tra cui:
- la società dell’artista;
- il promoter del tour;
- l’organizzatore locale;
- la piattaforma di biglietteria;
- i gestori degli stadi;
- i fornitori tecnici;
- le società incaricate della sicurezza;
- gli organismi che gestiscono i diritti d’autore.
Non è quindi possibile affermare che l’intero incasso della biglietteria venga versato direttamente alla società dell’artista.
Il contratto tra artista, promoter e organizzatori può prevedere compensi fissi, percentuali sugli incassi, garanzie minime, partecipazioni agli utili oppure formule miste. Per conoscere il risultato reale sarebbero necessari i contratti e i bilanci delle società coinvolte.
La nostra analisi serve esclusivamente a spiegare, in modo semplice, la differenza tra incasso lordo, margine operativo e utile netto.
Primo costo: lo scorporo dell’IVA
Ipotizziamo che i 16 milioni di euro rappresentino un importo comprensivo dell’IVA applicata alla vendita dei biglietti.
Per i corrispettivi pagati dagli spettatori per assistere ai concerti vocali e strumentali può trovare applicazione l’aliquota IVA del 10%.
L’IVA compresa in 16 milioni di euro non si calcola semplicemente moltiplicando l’importo per il 10%. Quando il prezzo è già comprensivo dell’imposta, occorre effettuare lo scorporo.
Il calcolo indicativo è il seguente:
16.000.000 ÷ 1,10 = 14.545.455 euro circa
La componente IVA è quindi pari a:
16.000.000 − 14.545.455 = 1.454.545 euro circa
Dopo lo scorporo dell’IVA, il ricavo imponibile teorico scenderebbe quindi da 16 milioni a circa 14,55 milioni di euro.
È importante precisare che l’IVA non rappresenta normalmente un costo ordinario dell’impresa. L’organizzatore la riscuote dal consumatore e la versa all’Erario, considerando l’eventuale IVA detraibile relativa agli acquisti effettuati.
Ai fini della nostra simulazione, la sottraiamo dall’incasso lordo per distinguere l’importo pagato dal pubblico dal ricavo al netto dell’imposta.
Commissioni di biglietteria e intermediazione
La vendita online dei biglietti comporta generalmente il coinvolgimento di una piattaforma specializzata.
I rapporti economici possono cambiare in base agli accordi sottoscritti. Possono essere previste:
- commissioni a carico dell’organizzatore;
- commissioni aggiuntive pagate dal cliente;
- costi per la gestione dei pagamenti;
- spese di prevendita;
- servizi aggiuntivi di spedizione o emissione del biglietto.
Per questa simulazione ipotizziamo una commissione media vicina al 2%, quantificata in circa 300.000 euro.
Applicando in modo matematico il 2% ai 16 milioni, il risultato sarebbe in realtà pari a 320.000 euro. Manteniamo 300.000 euro come valore arrotondato, coerente con la natura esemplificativa del calcolo.
Dopo IVA e commissioni, la disponibilità teorica sarebbe:
16.000.000 − 1.454.545 − 300.000 = 14.245.455 euro
Ma i costi principali di un tour devono ancora essere considerati.
Quanto costa organizzare un grande concerto?
Uno spettacolo negli stadi richiede una macchina organizzativa molto complessa. Non si tratta soltanto di montare un palco e permettere all’artista di esibirsi.
Tra le principali voci di costo possono rientrare:
- affitto dello stadio o dell’area destinata all’evento;
- progettazione, trasporto e montaggio del palco;
- impianti audio, luci, video e maxi schermi;
- scenografie ed effetti speciali;
- tecnici, musicisti, collaboratori e personale di produzione;
- trasporti e logistica;
- assicurazioni;
- licenze, autorizzazioni e permessi;
- assistenza sanitaria;
- servizi di accoglienza e gestione del pubblico;
- diritti d’autore e diritti connessi.
Per la nostra simulazione ipotizziamo 3 milioni di euro complessivi per affitto degli spazi, produzione, assicurazioni, autorizzazioni e gestione tecnica.
Si tratta di una stima indicativa. Il costo reale di un intero tour negli stadi potrebbe essere sensibilmente diverso e dipendere dal numero delle date, dalla complessità dello spettacolo e dagli accordi commerciali sottoscritti.
Dopo questi costi, il risultato scenderebbe a:
14.245.455 − 3.000.000 = 11.245.455 euro
Marketing, sicurezza, personale e compensi artistici
Un tour di queste dimensioni richiede anche investimenti rilevanti in comunicazione, personale e sicurezza.
Tra le spese potrebbero essere comprese:
- campagne pubblicitarie online e offline;
- produzione dei contenuti promozionali;
- ufficio stampa e pubbliche relazioni;
- personale amministrativo e organizzativo;
- addetti agli accessi;
- steward e operatori di sicurezza;
- professionisti che seguono l’artista;
- consulenti, manager e collaboratori;
- trasferte, vitto e alloggio.
Ipotizziamo per queste attività un ulteriore costo complessivo di 1 milione di euro.
Il margine prima delle imposte diventerebbe quindi:
11.245.455 − 1.000.000 = 10.245.455 euro
Possiamo arrotondarlo a circa 10,2 milioni di euro.
Questa cifra non rappresenta ancora il denaro che può essere distribuito ai soci o incassato personalmente dall’artista. È un risultato teorico prima delle imposte societarie e prima di eventuali ulteriori costi non considerati.
Quanto incidono IRES e IRAP?
Supponiamo, in maniera semplificata, che il risultato sia prodotto da una società di capitali italiana.
L’imposta principale sul reddito della società è l’IRES, la cui aliquota ordinaria è pari al 24%.
Su un imponibile teorico di 10.245.455 euro, l’IRES ammonterebbe a circa:
10.245.455 × 24% = 2.458.909 euro
A questa può aggiungersi l’IRAP, per la quale utilizziamo a titolo esemplificativo l’aliquota ordinaria del 3,9%.
Applicandola, per semplicità, allo stesso valore:
10.245.455 × 3,9% = 399.573 euro
Il risultato teorico dopo queste imposte sarebbe quindi:
10.245.455 − 2.458.909 − 399.573 = 7.386.973 euro
In base alle nostre ipotesi, alla società rimarrebbero quindi circa 7,4 milioni di euro.
Arrotondando in modo prudenziale e considerando ulteriori costi non inseriti nella simulazione, si potrebbe parlare di un risultato vicino ai 7 milioni di euro.
La simulazione dei 16 milioni in sintesi
| Voce | Importo indicativo |
|---|---|
| Incasso lordo dei biglietti | € 16.000.000 |
| IVA scorporata | − € 1.454.545 |
| Commissioni di biglietteria | − € 300.000 |
| Produzione, affitti, assicurazioni e permessi | − € 3.000.000 |
| Marketing, sicurezza, personale e collaboratori | − € 1.000.000 |
| Risultato teorico prima delle imposte | € 10.245.455 |
| IRES ipotizzata al 24% | − € 2.458.909 |
| IRAP esemplificativa al 3,9% | − € 399.573 |
| Risultato netto teorico | € 7.386.973 |
Il calcolo è volutamente semplificato. In particolare, la base imponibile IRAP non coincide necessariamente con quella IRES e alcune spese possono essere deducibili secondo regole differenti.
Inoltre, non abbiamo considerato:
- eventuali sponsorizzazioni;
- ricavi derivanti dal merchandising;
- consumazioni e servizi accessori;
- costi e ricavi collegati alle singole date;
- compensi riconosciuti al promoter;
- quote spettanti all’artista;
- royalties;
- ammortamenti;
- interessi e altri oneri finanziari;
- utilizzo di perdite fiscali pregresse;
- eventuali agevolazioni applicabili.
Il risultato non può quindi essere utilizzato per stimare il patrimonio personale di Ultimo né l’effettivo utile della sua società.
Società e artista: il netto aziendale non è il guadagno personale
Anche nell’ipotesi in cui alla società rimanessero circa 7,4 milioni di euro, questa somma non coinciderebbe automaticamente con il guadagno personale dell’artista.
Il denaro potrebbe:
- rimanere all’interno della società;
- essere reinvestito in nuovi tour e produzioni;
- essere utilizzato per pagare collaboratori e fornitori;
- finanziare nuovi progetti discografici;
- essere accantonato;
- essere distribuito ai soci sotto forma di dividendi.
L’eventuale distribuzione degli utili può generare un’ulteriore tassazione in capo al socio. Deve inoltre essere distinta dai compensi eventualmente percepiti dall’artista come amministratore, professionista, autore o esecutore.
Questo esempio dimostra perché, nella gestione di un’attività imprenditoriale, non basta conoscere il fatturato. È necessario comprendere come si forma il margine, quali costi sono sostenibili e quale sarà il risultato dopo le imposte.
Cosa può imparare un’impresa dal caso Ultimo?
Il caso ha dimensioni eccezionali, ma il principio vale per qualsiasi azienda.
Un fatturato elevato non garantisce automaticamente un utile altrettanto elevato. Per valutare la solidità economica di un’attività occorre analizzare:
- la marginalità dei prodotti o dei servizi;
- i costi fissi e variabili;
- il peso delle commissioni;
- l’incidenza del personale;
- la fiscalità;
- i flussi di cassa;
- gli investimenti programmati;
- la convenienza della struttura societaria.
La differenza tra un’impresa che cresce in modo sostenibile e una che si trova in difficoltà dipende spesso dalla capacità di controllare questi elementi prima di prendere decisioni.
Il supporto di Studio STF per imprese, società e professionisti
Dietro ogni incasso importante esistono costi, adempimenti, imposte e decisioni strategiche da gestire con attenzione.
Studio STF, studio commercialista a Saronno, affianca imprese, società e professionisti nella gestione fiscale e societaria, aiutandoli a leggere correttamente i propri numeri e a comprendere quanto rimane realmente dopo costi e imposte.
Una corretta pianificazione permette di:
- valutare la redditività dell’attività;
- organizzare correttamente costi e investimenti;
- controllare il carico fiscale;
- scegliere una struttura societaria coerente;
- programmare la crescita con maggiore consapevolezza.
Per ricevere un confronto sulla situazione fiscale o societaria della tua attività, puoi contattare Studio STF a Saronno al numero 02 868 820 44 oppure scrivere a info@studiostf.net.