ral-o-partita-iva-100000-euro

100.000 € di RAL o Partita IVA: quanto resta netto?

Conviene di più 100.000 € di RAL o 100.000 € di partita IVA? È una delle domande che ci sentiamo rivolgere più spesso da professionisti e dipendenti che valutano un cambio di rotta. La risposta breve è che, a parità di cifra, i due importi non producono lo stesso netto: una RAL da dipendente e dei compensi da libero professionista seguono regole contributive e fiscali diverse.

In questo articolo mettiamo a confronto tre scenari concreti — dipendente con RAL da 100.000 €, partita IVA ordinaria con 100.000 € di compensi e partita IVA ordinaria con 120.000 € — per capire quanto resta davvero in tasca e quanto deve fatturare una partita IVA per avvicinarsi al netto di un dipendente. E per renderlo immediato, trovi un calcolatore interattivo in cui inserire i tuoi importi.

Calcola subito il tuo netto

Inserisci la tua RAL e i tuoi compensi: il calcolatore stima contributi, IRPEF e netto annuo e mensile nei due regimi, mettendoli a confronto.

Simulatore Studio STF & Partners

Quanto ti resta davvero in tasca?

Inserisci la RAL da dipendente e i compensi da partita IVA (regime ordinario, Gestione Separata INPS) e confronta il netto stimato. Stima 2026 semplificata — per il tuo caso reale serve una valutazione personalizzata.

Dipendente
Lavoro dipendente · RAL
netto/anno
/ mese (su 12)
Contributi
Imponibile IRPEF
IRPEF
Trattieni il del lordo
Partita IVA ordinaria
Gestione Separata INPS
netto/anno
/ mese (su 12)
Contributi
Imponibile IRPEF
IRPEF
Trattieni il del lordo
Modifica le aliquote contributive
%
%
Richiedi la simulazione sul tuo caso →

Studio STF & Partners — Via Parini 19/A, Saronno (VA) · 02 86882044

Il confronto considera la partita IVA in regime ordinario (compensi oltre 85.000 €); sotto tale soglia si applicherebbe il regime forfettario, con tassazione e contributi diversi. Stima indicativa basata su una simulazione lineare 2026: IRPEF a scaglioni (23% fino a 28.000 €, 35% da 28.001 a 50.000 €, 43% oltre 50.000 €) calcolata sull'imponibile al netto dei contributi. Non considera addizionali regionali/comunali, detrazioni da lavoro dipendente, deduzioni personali, welfare, tredicesima, casse private né altri elementi. I valori non sostituiscono una valutazione professionale personalizzata.

Perché 100.000 € di RAL e 100.000 € di partita IVA non sono la stessa cosa

Una RAL da 100.000 € è il lordo annuo riconosciuto a un lavoratore dipendente. Una partita IVA da 100.000 €, invece, parte da compensi professionali che vanno poi ridotti da contributi previdenziali e imposte.
Nel regime ordinario si applica l'IRPEF a scaglioni, che oggi prevede il 23% fino a 28.000 €, il 35% da 28.001 a 50.000 € e il 43% oltre 50.000 €. Un dettaglio decisivo: oltre 85.000 € il regime forfettario non è più applicabile, quindi a questi livelli il confronto va fatto necessariamente con una partita IVA in regime ordinario. Per questo il simulatore qui sopra parte da 85.000 €: sotto quella soglia il forfettario cambia completamente tassazione e contributi.
Confrontare due importi uguali senza fare i conti corretti porta a conclusioni sbagliate: il lordo può sembrare identico, ma il netto finale cambia in modo sensibile.

Le ipotesi del confronto

Per un confronto chiaro usiamo una simulazione lineare:

  • un lavoratore dipendente con RAL da 100.000 €;
  • un professionista senza cassa privata, iscritto alla Gestione Separata INPS, con 100.000 € di compensi (aliquota 2026 al 26,07%);
  • lo stesso professionista con 120.000 € di compensi, per vedere se una soglia più alta avvicina il confronto.

Per il dipendente usiamo una simulazione standard, senza addizionali regionali e comunali, detrazioni particolari, welfare o bonus: il netto reale può quindi variare in base alla situazione concreta.

Simulazione: dipendente con RAL da 100.000 €

Su una RAL di 100.000 €, con un'incidenza contributiva a carico del lavoratore del 9,19%, i contributi ammontano a circa 9.190 €. L'imponibile IRPEF scende quindi a circa 90.810 €. Applicando gli scaglioni, l'imposta teorica è di circa 31.688,30 €. Il netto annuo stimato si colloca intorno a 59.121,70 €, pari a circa 4.926,81 € su 12 mensilità (o 4.547,82 € su 13).

Simulazione: partita IVA ordinaria con 100.000 € di compensi

Con 100.000 € di compensi e contributi al 26,07%, il peso previdenziale è di circa 26.070 €. Il reddito residuo scende a circa 73.930 €; su questo importo l'IRPEF teorica è di circa 24.429,90 €. Il netto annuo stimato è quindi di circa 49.500,10 €, pari a circa 4.125 € al mese su 12 mesi.

Simulazione: partita IVA ordinaria con 120.000 € di compensi

Qui arriva la domanda pratica più utile: 100.000 € di compensi bastano per avvicinare una RAL da 100.000 €? In questa simulazione, no. Con 120.000 € di compensi e contributi al 26,07%, il carico previdenziale sale a circa 31.284 € e il reddito residuo a circa 88.716 €. L'IRPEF teorica è di circa 30.787,88 € e il netto annuo arriva a 57.928,12 € (circa 4.827,34 € al mese): molto vicino al dipendente, ma ancora leggermente sotto.

Il costo azienda del dipendente: l'altra faccia del confronto

C'è un aspetto spesso sottovalutato. Per un'impresa il costo di un dipendente non coincide con la sola RAL: si aggiungono i contributi a carico del datore di lavoro e altri oneri indiretti. Un dipendente con RAL da 100.000 € costa quindi all'azienda ben più di 100.000 €.
Ed è qui che il confronto cambia prospettiva. Un professionista con buone competenze e potere contrattuale può ragionare su compensi anche superiori alla RAL "equivalente", perché il parametro corretto non è lo stipendio lordo, ma il costo complessivo sostenuto dall'azienda. La domanda giusta diventa quindi: quanto deve fatturare una partita IVA per essere confrontata in modo realistico con il costo pieno di un dipendente?

Cosa conviene davvero

Sul puro numero, in questa simulazione il dipendente da 100.000 € di RAL arriva a circa 59.122 € netti, la partita IVA da 100.000 € si ferma a circa 49.500 €, e quella da 120.000 € sale a circa 57.928 €. Quindi 100.000 € di compensi non bastano a pareggiare una RAL da 100.000 €: serve fatturare di più, e già a 120.000 € il confronto si fa vicino.
Ma fermarsi al netto sarebbe riduttivo. Il lavoro dipendente offre stabilità, TFR, ferie, malattia e meno esposizione al rischio. La partita IVA offre autonomia, flessibilità, spazio di crescita e più libertà nel negoziare il compenso. La scelta dipende dal settore, dalla continuità del lavoro, dal potere contrattuale e dagli obiettivi. Per impostare correttamente la posizione previdenziale e fiscale è utile farsi seguire: dalla scelta del regime alla gestione della contabilità, passando per la consulenza fiscale e quella del lavoro.

Domande frequenti

Meglio 100.000 € di RAL o 100.000 € di partita IVA?

Sul solo netto, in questa simulazione il dipendente con RAL da 100.000 € (circa 59.122 € netti) risulta più forte della partita IVA ordinaria con 100.000 € di compensi (circa 49.500 € netti). Ma la valutazione completa deve considerare anche tutele, stabilità e autonomia.

Quanto deve fatturare una partita IVA per pareggiare una RAL da 100.000 €?

In questa simulazione servono compensi intorno ai 120.000 € (circa 57.928 € netti) per avvicinarsi al netto del dipendente. La soglia esatta dipende dalla cassa previdenziale e dalla situazione personale.

Sopra 85.000 € si può restare in regime forfettario?

No. Superata la soglia di 85.000 € di ricavi/compensi il forfettario non è più applicabile e si passa al regime ordinario, con IRPEF a scaglioni. Per questo il confronto a 100.000 € si fa sempre sull'ordinario.

Quali aliquote IRPEF si applicano?

Gli scaglioni considerati sono 23% fino a 28.000 €, 35% da 28.001 a 50.000 € e 43% oltre 50.000 €, calcolati sull'imponibile al netto dei contributi.

La partita IVA paga più contributi del dipendente?

In percentuale spesso sì: nella simulazione il professionista in Gestione Separata versa il 26,07% dei compensi, mentre al dipendente è imputato il 9,19% (il resto dei contributi è a carico del datore di lavoro).

Il netto della simulazione è quello reale?

No: è una stima semplificata e standardizzata, utile come orientamento. Il netto reale dipende da detrazioni, addizionali, deduzioni e dalla situazione specifica, e va calcolato caso per caso.

Vuoi il confronto sul tuo caso reale?

Le simulazioni danno un orientamento, ma la scelta tra dipendente e partita IVA — e tra forfettario e ordinario — si fa sui tuoi numeri. Lo Studio STF & Partners affianca professionisti, neo-partite IVA e aziende a Saronno e in tutto il Saronnese (Solaro, Caronno Pertusella, Cislago, Gerenzano, Origgio, Cogliate e dintorni). Contattaci per una simulazione personalizzata — Via Parini 19/A, Saronno (VA) · 02 86882044.
Articolo a cura dello Studio STF & Partners — Dottori Commercialisti e Consulenti del Lavoro, Saronno. Contenuto a scopo informativo, aggiornato al 2026; non sostituisce una consulenza personalizzata.

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *