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Nuovo Iperammortamento 2026: cosa cambia con il decreto direttoriale del 10 giugno

Il Decreto direttoriale 10 giugno 2026 segna un passaggio molto importante per le imprese che vogliono accedere al Nuovo Piano Transizione 5.0 – Iperammortamento. Con questo provvedimento, infatti, vengono individuati i termini di apertura della piattaforma e approvati i modelli di comunicazione e le istruzioni operative per presentare le richieste.

Per le aziende, la novità non è solo formale. Da questo momento il nuovo iperammortamento entra in una fase realmente operativa e diventa uno strumento concreto per pianificare investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati e in impianti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.

Per questo motivo è importante capire bene che cosa prevede il decreto, quali investimenti possono rientrare nell’agevolazione e quali passaggi devono seguire le imprese per non commettere errori già nella fase iniziale.

Cos’è il nuovo Iperammortamento 2026

Il nuovo Iperammortamento 2026 è la misura che, in continuità con i precedenti strumenti di Transizione 4.0 e Transizione 5.0, sostiene la trasformazione digitale ed energetica delle imprese. La logica cambia però in modo sostanziale rispetto agli ultimi anni: non si parla più di credito d’imposta da utilizzare in compensazione, ma di una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni agevolabili, rilevante solo sul piano fiscale.

Questo significa che il beneficio si traduce in una maggiore deduzione fiscale delle quote di ammortamento o dei canoni di locazione finanziaria. In pratica, l’impresa non riceve un credito da compensare con F24, ma ottiene un vantaggio fiscale che riduce l’imponibile ai fini delle imposte sui redditi.

La misura si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Si tratta quindi di una finestra temporale ampia, che consente alle imprese di programmare con più attenzione investimenti tecnologici e progetti di efficientamento energetico.

Cosa prevede il decreto direttoriale 10 giugno 2026

Il decreto del 10 giugno 2026 ha una funzione molto precisa: rende operativa la procedura di accesso al beneficio per la fase iniziale e approva i modelli di comunicazione che le imprese devono utilizzare.

La novità principale è che, dalle ore 12:00 del 12 giugno 2026, le comunicazioni di accesso possono essere presentate esclusivamente tramite il sistema telematico disponibile nell’Area Clienti del GSE, accessibile con SPID. Questo è il vero punto di svolta operativo del provvedimento, perché segna l’apertura ufficiale della piattaforma per la prenotazione dell’agevolazione.

Quali investimenti sono agevolabili

Il nuovo Iperammortamento riguarda due grandi categorie di investimenti.

La prima comprende i beni materiali e immateriali strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa, purché siano interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Si tratta dei beni ricompresi negli Allegati IV e V della legge n. 199/2025, che aggiornano la logica dei vecchi allegati della disciplina Industria 4.0.

La seconda riguarda i beni materiali nuovi finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, compresi i sistemi di accumulo. Su questo punto la norma pone anche un limite tecnico: il dimensionamento dell’impianto non può superare il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva, calcolato sui consumi medi annui dell’esercizio precedente.

Per quanto riguarda la misura della maggiorazione, la pagina ufficiale del MIMIT indica per i beni materiali dell’Allegato IV e per gli impianti destinati all’autoproduzione le seguenti soglie:

  • fino a 2,5 milioni di euro: maggiorazione del 180%
  • oltre 2,5 e fino a 10 milioni di euro: maggiorazione del 100%
  • oltre 10 e fino a 20 milioni di euro: maggiorazione del 50%

Queste percentuali rendono il nuovo iperammortamento particolarmente interessante per le imprese che stanno valutando investimenti consistenti in innovazione e ammodernamento produttivo.

Come funziona la procedura di accesso sul portale GSE

Dal punto di vista pratico, la procedura ruota attorno alla piattaforma telematica del GSE. L’impresa deve trasmettere online le comunicazioni e la documentazione richiesta sulla base di modelli standardizzati.

La logica della procedura è articolata in tre momenti. Il primo è la prenotazione, cioè la comunicazione iniziale di accesso all’agevolazione. Il secondo riguarda l’avanzamento, con la dimostrazione dell’effettuazione degli ordini e del pagamento dell’acconto minimo richiesto. Il terzo è il completamento dell’investimento, con la documentazione finale necessaria.

Nella fase operativa, il MIMIT precisa anche che l’effettività e la conformità degli investimenti devono essere dimostrate tramite perizia tecnica asseverata e certificazione contabile. Questo aspetto è centrale, perché conferma che non basta acquistare il bene: occorre costruire un fascicolo documentale corretto, completo e coerente con la disciplina.

Per le imprese, quindi, il tema non è solo “fare la domanda”, ma impostare bene l’intero percorso: valutazione preventiva dei beni, verifica dei requisiti tecnici, raccolta della documentazione, corretto utilizzo dei modelli e monitoraggio delle scadenze.

Perché l’Iperammortamento non è un credito d’imposta

Uno degli errori più frequenti è confondere il nuovo iperammortamento con i precedenti crediti d’imposta di Transizione 4.0 e Transizione 5.0. In realtà la differenza è sostanziale.

Nel nuovo schema l’agevolazione non si traduce in un credito fiscale da utilizzare in compensazione con modello F24. Il vantaggio si ottiene invece attraverso una deduzione extracontabile maggiore, che incide sulle quote di ammortamento o sui canoni di leasing e riduce la base imponibile delle imposte sui redditi.

Per un’azienda questa distinzione è importante sia sul piano fiscale sia sul piano finanziario. La gestione del beneficio cambia, così come cambia il modo in cui l’investimento va pianificato, contabilizzato e monitorato. Anche per questo motivo il tema interessa da vicino il commercialista, oltre che il consulente tecnico che segue gli aspetti di interconnessione e ammissibilità.

Cosa conviene fare subito alle imprese

In questa fase le imprese dovrebbero muoversi con metodo. Il primo passo è capire se gli investimenti che si intendono effettuare rientrano davvero tra quelli agevolabili. Il secondo è verificare la corretta struttura documentale da predisporre per l’accesso alla piattaforma e per le fasi successive.

Sul piano operativo, conviene:

valutare i beni che si intendono acquistare e la loro effettiva agevolabilità;

verificare se il progetto rientra nella trasformazione digitale ed energetica richiesta dalla norma;

analizzare la convenienza fiscale dell’operazione rispetto alla situazione dell’impresa;

predisporre per tempo documentazione tecnica, contabile e cronoprogramma dell’investimento;

monitorare gli ulteriori provvedimenti che fisseranno i termini delle comunicazioni successive alla prenotazione.

Chi sottovaluta questa fase rischia di arrivare all’apertura delle successive finestre senza una documentazione pronta o con un’impostazione fiscale non del tutto corretta.

Il ruolo del commercialista nella gestione dell’Iperammortamento 2026

Il nuovo iperammortamento non è una misura da leggere solo in chiave tecnica. Ha infatti un impatto diretto sulla pianificazione fiscale, sulla contabilizzazione dell’investimento e sulla corretta gestione documentale dell’agevolazione.

Per questo motivo il supporto del commercialista diventa strategico. Serve una verifica preventiva per capire se il beneficio è realmente conveniente per l’impresa, come si riflette sui bilanci e quale impostazione adottare per evitare errori nella fase di deduzione fiscale.

In particolare, il commercialista può aiutare l’impresa a coordinare correttamente i profili fiscali con quelli tecnici, a verificare la coerenza dei costi, a leggere correttamente la documentazione e a gestire l’effetto del beneficio sulla fiscalità aziendale.

Studio STF Saronno: supporto operativo per imprese e investimenti agevolati

Per le aziende che vogliono capire come funziona il Nuovo Piano Transizione 5.0 – Iperammortamento, è utile confrontarsi con un professionista che sappia collegare la norma agli effetti pratici sull’impresa.

Studio STF, studio commercialista a Saronno, può affiancare le imprese nella lettura della disciplina, nella valutazione preliminare della convenienza fiscale e nel coordinamento con i professionisti tecnici coinvolti nella procedura. In un quadro come quello attuale, in cui il decreto del 10 giugno 2026 apre la prima fase operativa ma restano da monitorare i successivi provvedimenti applicativi, avere un supporto professionale aggiornato può fare la differenza.

Il nuovo iperammortamento rappresenta una leva interessante per chi investe in innovazione, energia e competitività. Ma, come accade spesso con le agevolazioni, il vantaggio reale non dipende solo dall’esistenza della misura. Dipende soprattutto dalla capacità di applicarla correttamente, nei tempi giusti e con una gestione fiscale ben strutturata.

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