“Se compro l’auto con la Partita IVA, posso scaricarla?”
È una delle domande più frequenti rivolte a un commercialista. La risposta è sì, ma quasi mai significa poter recuperare interamente il prezzo dell'automobile.
Le regole sulla deducibilità dell’auto aziendale cambiano in base a diversi elementi: chi acquista il veicolo, come viene utilizzato, il regime fiscale adottato e, in alcuni casi, l’attività svolta.
Una SRL, una ditta individuale, un libero professionista e un agente di commercio possono quindi trovarsi davanti a trattamenti fiscali molto diversi.
Prima di acquistare o noleggiare un'automobile pensando di “scaricarla”, bisogna inoltre capire una distinzione fondamentale: dedurre un costo e detrarre l’IVA non sono la stessa cosa.
Vediamo quindi cosa si può scaricare realmente dall’auto aziendale, quanto si può recuperare e quando invece l’acquisto dell'automobile produce un vantaggio fiscale molto più limitato di quanto si possa pensare.
Cosa significa “scaricare” un’auto aziendale?
Nel linguaggio comune si utilizza spesso l'espressione “scaricare l’auto”, ma dal punto di vista fiscale bisogna distinguere due concetti completamente diversi.
Il primo è la deduzione del costo.
Dedurre significa utilizzare una parte della spesa sostenuta per diminuire il reddito sul quale vengono calcolate le imposte.
Se, per esempio, un'impresa può dedurre 3.000 euro di un determinato costo, non significa che riceverà indietro 3.000 euro. Significa che il suo reddito fiscalmente imponibile potrà essere ridotto di quella somma.
Il secondo concetto è la detrazione dell’IVA.
In questo caso si parla dell’IVA pagata sull'acquisto dell'automobile o sulle relative spese che può essere sottratta dall'IVA dovuta dall'attività.
Sono quindi due vantaggi diversi:
- deduzione = riduce il reddito imponibile;
- detrazione IVA = consente di recuperare una quota dell’IVA pagata.
Quando qualcuno afferma che un'auto è “scaricabile al 20%”, quindi, bisogna capire se sta parlando del costo oppure dell’IVA. Confondere i due concetti può portare a valutazioni completamente sbagliate sulla reale convenienza dell’acquisto.
Auto aziendale: serve una SRL o basta la Partita IVA?
Per poter beneficiare fiscalmente dei costi dell'auto non è necessario avere una SRL.
Anche una ditta individuale o un libero professionista titolare di Partita IVA può sostenere spese relative a un'automobile utilizzata nell'attività.
Quello che cambia è soprattutto il regime fiscale e il modo in cui il mezzo viene utilizzato.
SRL e società
Una SRL può acquistare, prendere in leasing oppure noleggiare un'automobile.
Ma attenzione: intestare l'auto alla società non significa automaticamente poter scaricare il 100% del costo.
Se si tratta di una normale automobile utilizzata sia per lavoro che per scopi privati, si applicano generalmente i limiti previsti dall'articolo 164 del TUIR.
Ditta individuale
Anche una ditta individuale può acquistare un'automobile e dedurre parte dei relativi costi.
In linea generale, per una normale autovettura adibita ad uso promiscuo (per lavoro e non) si applica la deducibilità del 20%, secondo i limiti previsti dalla normativa.
Non serve quindi costituire una SRL solo per poter acquistare un'auto attraverso l'attività.
Libero professionista
Anche un professionista in regime ordinario può dedurre i costi dell'automobile secondo le percentuali previste dalla normativa.
Per l'attività professionale esercitata individualmente, la deducibilità è però ammessa limitatamente a un solo veicolo.
Partita IVA in regime forfettario
Il discorso cambia completamente per chi applica il regime forfettario.
Nel forfettario i costi effettivamente sostenuti non vengono utilizzati analiticamente per determinare il reddito imponibile. Il reddito viene infatti calcolato applicando ai ricavi o compensi un determinato coefficiente di redditività.
Questo significa che acquistare un'automobile da 10.000, 20.000 o 40.000 euro non consente al contribuente forfettario di dedurre analiticamente il costo dell'auto.
Inoltre, il contribuente forfettario, salvo particolari situazioni previste dalla normativa, non esercita il normale diritto alla detrazione dell'IVA sugli acquisti.
Se quindi sei in regime forfettario e stai pensando di acquistare un'auto esclusivamente perché “così la scarico”, è importante valutare bene l'operazione prima dell'acquisto.
Quanto si può dedurre dall’auto aziendale?
Per una normale automobile utilizzata da un'impresa o da un professionista, ma non qualificabile come esclusivamente strumentale, la regola generale prevede una deducibilità del 20%.
Esiste però anche un limite al valore fiscalmente riconosciuto del veicolo.
Per le autovetture, il costo massimo fiscalmente rilevante è pari a 18.075,99 euro.
Questo passaggio è fondamentale.
Se un'impresa acquista un'auto che costa 40.000 euro, non può semplicemente calcolare:
40.000 × 20% = 8.000 euro.
Il calcolo deve invece tenere conto del limite fiscale.
In termini semplificati:
18.075,99 × 20% = 3.615,20 euro
Questo rappresenta l'importo massimo complessivo del costo di acquisto fiscalmente deducibile secondo il regime ordinario, da considerare attraverso il processo di ammortamento previsto fiscalmente.
Quando la deducibilità può arrivare al 100%?
Il trattamento cambia quando il veicolo è esclusivamente strumentale all'attività propria dell'impresa.
È però fondamentale capire cosa significa “strumentale”.
Non basta utilizzare frequentemente l'automobile per andare dai clienti o spostarsi per lavoro.
La strumentalità esclusiva è un concetto molto più restrittivo: il mezzo deve essere indispensabile per lo svolgimento dell'attività caratteristica.
Pensiamo, per esempio, ai veicoli utilizzati nell'attività di noleggio o ai taxi.
Dire semplicemente “uso l'auto solo per lavoro” non rende automaticamente il veicolo deducibile al 100%.
Agenti e rappresentanti di commercio
La normativa riconosce un trattamento più favorevole agli agenti e rappresentanti di commercio.
In questo caso la percentuale di deducibilità sale all'80% e il limite fiscalmente riconosciuto per l'autovettura sale a 25.822,84 euro.
Auto concessa al dipendente
Un'altra situazione particolare è quella dell'auto aziendale concessa in uso promiscuo al dipendente, cioè utilizzata sia per esigenze lavorative sia per esigenze personali.
Se vengono rispettate le condizioni previste dalla normativa e il veicolo viene assegnato al dipendente per la maggior parte del periodo d'imposta, i relativi costi sono generalmente deducibili nella misura del 70%, senza il limite ordinario di 18.075,99 euro previsto per le normali auto aziendali.
L'assegnazione genera però anche un fringe benefit per il lavoratore, che deve essere correttamente gestito in busta paga.
Quanta IVA si può detrarre sull’auto aziendale?
La seconda parte del problema riguarda l'IVA.
Per le normali autovetture utilizzate sia nell'attività sia potenzialmente per esigenze personali, la regola generale consente di detrarre il 40% dell'IVA.
Facciamo un esempio molto semplice.
Supponiamo di acquistare un'automobile al prezzo di:
30.000 euro + IVA 22%
L'IVA è pari a:
6.600 euro
Applicando la detrazione ordinaria del 40%:
6.600 × 40% = 2.640 euro
L'impresa può quindi recuperare, in questa simulazione, 2.640 euro di IVA.
Il restante 60% dell'IVA rimane indetraibile.
Anche in questo caso esistono però delle eccezioni.
Quando il veicolo è utilizzato esclusivamente nell'esercizio dell'impresa, dell'arte o della professione e ne ricorrono effettivamente i requisiti, la limitazione forfettaria al 40% non trova applicazione.
Un trattamento specifico è previsto anche per agenti e rappresentanti di commercio, per i quali la limitazione al 40% non opera secondo le regole previste dalla disciplina IVA.
È importante quindi non confondere mai:
20% di deducibilità del costo
con
40% di detraibilità dell'IVA.
Sono due percentuali che agiscono su basi completamente differenti.
Quali spese dell’auto aziendale si possono scaricare?
Il vantaggio fiscale non riguarda necessariamente soltanto l'acquisto del mezzo.
Durante la vita dell'auto l'impresa sostiene numerosi altri costi.
Tra le principali spese legate all'utilizzo del veicolo troviamo:
- carburante;
- ricarica elettrica;
- manutenzione;
- riparazioni;
- pneumatici;
- ricambi;
- assicurazione;
- bollo;
- parcheggi e altre spese connesse all'utilizzo del mezzo, quando fiscalmente rilevanti e documentate.
In linea generale, le spese relative ai veicoli seguono il regime di deducibilità previsto per quella specifica automobile.
Quindi, nel caso ordinario di un'autovettura aziendale soggetta alla deducibilità del 20%, anche molti dei costi di gestione saranno fiscalmente deducibili nella stessa percentuale.
Per l'IVA sulle spese relative al mezzo, come manutenzione, riparazione, carburante e altri servizi soggetti a IVA, opera generalmente la stessa percentuale di detraibilità prevista per l'automobile.
Per una normale auto a uso non esclusivamente aziendale, quindi, l'IVA è generalmente detraibile al 40%.
Per il carburante occorre inoltre prestare particolare attenzione alla documentazione fiscale e alla modalità di pagamento. Ai fini della deducibilità e della detrazione IVA devono essere rispettati gli obblighi di tracciabilità previsti dalla normativa.
Non basta quindi effettuare una spesa: bisogna anche poterla documentare correttamente.
Auto aziendale: quanto si scarica su un acquisto da 30.000 euro?
Facciamo ora una simulazione per rendere più chiaro il meccanismo.
Supponiamo che una SRL acquisti una normale autovettura che non rappresenta un bene esclusivamente strumentale.
Prezzo dell'automobile:
30.000 euro + IVA
IVA al 22%:
6.600 euro
Totale fattura:
36.600 euro
Detrazione IVA indicativa
Considerando la detrazione ordinaria del 40%:
6.600 × 40% = 2.640 euro di IVA detraibile
Non significa quindi recuperare tutti i 6.600 euro di IVA.
Deduzione del costo
Per la deducibilità ai fini delle imposte sui redditi entra invece in gioco il limite fiscale di 18.075,99 euro.
Applicando la percentuale del 20%:
18.075,99 × 20% = 3.615,20 euro
Questa è, in termini semplificati, la quota massima complessivamente rilevante ai fini della deduzione fiscale del costo del veicolo nel regime ordinario, da ripartire secondo le regole di ammortamento.
Ed è qui che si comprende perché la frase:
“Compro un'auto da 30.000 euro e la scarico”
può essere molto fuorviante.
Non vengono restituiti 30.000 euro.
Non vengono nemmeno restituiti 3.615 euro.
La deduzione di 3.615,20 euro riduce il reddito imponibile. Il risparmio fiscale effettivo dipenderà quindi dalle imposte applicabili all'impresa.
Il vero vantaggio deve essere calcolato considerando contemporaneamente IVA recuperabile, deduzione fiscale, modalità di acquisto e situazione dell'attività.
Acquisto, leasing o noleggio: cosa cambia per l’auto aziendale?
Non è obbligatorio acquistare direttamente il veicolo.
L'impresa può valutare anche il leasing o il noleggio a lungo termine.
Nel noleggio di una normale autovettura il limite fiscale ordinario relativo alla componente di locazione è pari a 3.615,20 euro annui, al quale viene poi applicata la percentuale di deducibilità del 20%.
Questo significa che il massimo relativo alla sola componente di noleggio del veicolo può arrivare, nella situazione ordinaria, a:
3.615,20 × 20% = 723,04 euro all'anno.
Quando il contratto distingue chiaramente il canone relativo all'automobile dai servizi accessori, come manutenzione, assicurazione, pneumatici e assistenza, questi ultimi vengono trattati separatamente secondo le rispettive regole fiscali. Ciò significa che il canone di locazione sarà deducibile solo fino a concorrenza del tetto massimo annuale pari a 723,04 euro, mentre i canoni dei servizi accessori saranno deducibili al 20% senza alcun tetto massimo.
Per gli agenti e rappresentanti di commercio anche il limite del noleggio è più elevato.
La scelta tra acquisto, leasing e noleggio non dovrebbe però essere effettuata esclusivamente sulla base della deducibilità fiscale, che nella sostanza cambia poco.
Devono essere considerati anche:
- liquidità disponibile;
- durata prevista di utilizzo del mezzo;
- chilometraggio;
- costi di manutenzione;
- valore futuro dell'automobile;
- esigenze finanziarie dell'impresa.
La soluzione fiscalmente più deducibile non è necessariamente quella economicamente più conveniente.
Quando conviene intestare l’auto alla società o alla Partita IVA?
La risposta dipende dalla situazione concreta.
Non è necessario avere una SRL per beneficiare della fiscalità relativa a un veicolo e, soprattutto, costituire una società soltanto per poter “scaricare la macchina” difficilmente rappresenta una buona motivazione fiscale.
Una ditta individuale in regime ordinario, un professionista e una società possono già beneficiare, con regole differenti, delle deduzioni previste.
Il vero confronto da effettuare riguarda:
quanto costa l'automobile, quanto viene utilizzata per lavoro, quale regime fiscale si applica e quale beneficio fiscale concreto si ottiene.
Particolare attenzione va prestata ai contribuenti in regime forfettario, perché l'acquisto dell'auto non genera la normale deduzione analitica del costo e non permette di recuperare l'IVA secondo le regole ordinarie.
Prima di acquistare un'auto da 30.000, 50.000 o 70.000 euro pensando al risparmio fiscale, quindi, è molto più utile effettuare una simulazione.
Studio STF, studio commercialista a Saronno, può valutare il trattamento fiscale dell'automobile in base alla situazione dell'impresa o del professionista, confrontando acquisto, leasing e noleggio e verificando la reale deducibilità dei costi e la detraibilità dell'IVA.
Se stai pensando di acquistare un'auto attraverso la tua attività e vuoi capire quanto puoi scaricare realmente, puoi contattare Studio STF al numero 02 868 820 44 oppure scrivere a info@studiostf.net.
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