Iper-ammortamento 2026 come funziona e quanto conviene

Iper-ammortamento 2026: come funziona e quanto conviene

Se stai pianificando un investimento in macchinari, software, impianti o tecnologia per la produzione, la Legge di Bilancio 2026 ha rimesso al centro una misura che molte imprese ricordano bene: l’iper-ammortamento. In pratica, non si parla più di credito d’imposta “Industria 4.0”, ma di maggiorazione del costo ai fini delle imposte sui redditi, con effetti diretti sulle quote di ammortamento e sui canoni di leasing.

Siamo uno studio commercialista di Saronno e nel nostro lavoro quotidiano di consulenza fiscale, la prima domanda è sempre la stessa: “Quanto mi conviene davvero e cosa devo fare per non perderlo?”. Partiamo dalle regole.

Cos’è l’iper-ammortamento 2026

L’iper-ammortamento 2026 è una agevolazione “a deduzione”: aumenta fiscalmente il costo riconosciuto del bene solo per calcolare ammortamenti e leasing, riducendo l’imponibile e quindi le imposte (IRES/IRPEF).

Per il testo ufficiale della legge di bilancio (Legge 30 dicembre 2025, n. 199), la fonte più autorevole resta la Gazzetta Ufficiale.

Quanto vale: scaglioni e massimali (180% / 100% / 50%)

La maggiorazione del costo è progressiva su tre fasce:

Investimento complessivo agevolabile Maggiorazione del costo

fino a € 2,5 milioni

+180%

oltre € 2,5 mln e fino a € 10 mln

+100%

oltre € 10 mln e fino a € 20 mln

+50%

La finestra temporale, nel testo definitivo, è: investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
E il bene deve essere prodotto in UE o SEE (Spazio Economico Europeo).

Quali beni rientrano: Allegati IV e V, interconnessione ed energia

La maggiorazione si applica agli investimenti in:

  1. Beni materiali e immateriali nuovi compresi negli elenchi di cui agli Allegati IV (materiali) e V (immateriali), interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

  2. Beni materiali nuovi finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo anche a distanza, inclusi sistemi di stoccaggio (con specifiche regole, ad esempio per moduli fotovoltaici).

Chi può accedere (e chi è escluso)

Il beneficio è per i titolari di reddito d’impresa che investono in beni destinati a strutture produttive in Italia.

Sono esclusi i professionisti e le imprese in procedure concorsuali e quelle destinatarie di sanzioni interdittive ex D.Lgs. 231/2001; inoltre la spettanza è subordinata:

- al rispetto delle norme su sicurezza sul lavoro

- alla regolarità dei versamenti contributivi.

Come si accede: piattaforma GSE e decreto attuativo

L’accesso passa da una procedura telematica su piattaforma sviluppata dal GSE, con comunicazioni e certificazioni su modelli standardizzati.

Le modalità operative (contenuti, termini, controlli, documentazione) devono essere definite con decreto del MIMIT di concerto con il MEF.

Cumulo con altre agevolazioni (e coordinamento col “vecchio” 4.0)

La regola base è: cumulo sì, con altre agevolazioni nazionali/europee sugli stessi costi solo se non si finanziano le stesse “quote” di costo e senza superare il costo sostenuto. Per esempio, l'agevolazione è cumulabile con la Nuova Sabatini.

Attenzione: la maggiorazione non si applica agli investimenti che beneficiano del credito 4.0.

Se vendi il bene o lo sposti all’estero: quando “salvi” il beneficio

Se durante la fruizione della maggiorazione del costo il bene viene venduto o destinato a strutture produttive estere, in generale il beneficio può proseguire sulle quote residue se nello stesso periodo d’imposta si sostituisce il bene con uno nuovo con caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori (con regola di riduzione se il sostitutivo costa meno).

Esempio di calcolo: investimento €100.000 (ammortamento 5 anni)

Ipotesi semplificata: bene agevolabile in prima fascia (fino a 2,5 mln), ammortamento in 5 anni, IRES 24%.

  • Costo bene: €100.000

  • Maggiorazione prima fascia: +180% ⇒ extra costo fiscalmente deducibile: €180.000

  • Extra deduzione annua (5 anni): €36.000/anno

  • Risparmio IRES annuo (24%): €8.640/anno

  • Risparmio IRES totale (5 anni): €43.200

È un esempio per capire l’ordine di grandezza: nella realtà incidono coefficiente di ammortamento, data di entrata in funzione/interconnessione, leasing, eventuali contributi, capienza e pianificazione fiscale.

Cosa fa il commercialista per farti ottenere l’iper-ammortamento

Lo Studio STF affianca gli imprenditori nell'analisi degli investimenti e nella gestione operativa orientata a risultati e compliance.

Analisi tecnica a cura di STF Studio – commercialisti Saronno.

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *